Mestieri dimenticati - IL BARBIERE DI RAVENNA -

Il signor Giordano ha 73 anni e da quando ne ha 13 fa il barbiere. Prima con suo zio, poi con suo figlio e ora da solo nel suo negozio di Barberia a Ravenna.


Ogni mattina tira su la saracinesca pesante, spazza per bene il pavimento di marmo ingiallito, sistema i suoi strumenti con cura sul bancone di legno, giusto in tempo prima che i clienti inizino il loro via vai. 

È già sera quando entro, ma lui mi invita a rimanere con un sorriso sincero e un leggero accento del sud Italia. L’appuntamento tanto non serve, dice, gesticolando vistosamente. 

Sul divano di tessuto accostato alla parete è seduto il signor Peppino. È di poche parole e ha lo sguardo un po’ assente di chi ha troppo da guardarsi indietro per soffermarsi su quello che ha davanti. Ha sul grembo un mandolino. Mi racconta che viene con l’autobus ogni giorno per trovare un po’ compagnia e qualcuno che lo ascolti suonare. Le dita dure e legnose scorrono ormai lente sulle corde. Ha un foglietto stropicciato coi titoli di vecchie canzoni italiane su cui ha scarabocchiato a caratteri incerti alcuni giri di accordi. Gli chiedo se posso scattare qualche foto e lui acconsente lusingato. L’emozione di un bambino negli occhi. 

E’ il mio turno. La poltrona dall’imbottitura in pelle sbiadita cigola sotto il mio peso. Il signor Giordano mi sistema la barba affidandosi alla sua lametta con la sicurezza cieca che si riserva solo agli amici di lunga data. Il mandolino risuona tra le quattro pareti di legno. 

Una scatola fuori dal tempo.

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